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Accordi Parziali

 

Accordi Parziali

GLI ACCORDI PARZIALI

Gli Accordi Parziali sono una forma particolare di cooperazione, che permette di realizzare un’unione più stretta tra alcuni Stati membri, e tra essi ed alcuni Stati non membri, su tematiche specifiche.
Dal punto di vista statutario, un Accordo Parziale resta un’attività del Consiglio d’Europa allo stesso titolo delle altre attività inserite nel programma biennale, ma l’Accordo Parziale adotta propri metodi di lavoro e dispone di un proprio bilancio, alimentato solo dagli Stati membri.
Mediante tale strumento sono stati creati alcuni importanti organismi, ad esempio nel campo dello sviluppo della democrazia e della lotta alla corruzione (Gruppo Greco, Commissione di Venezia, Centro Nord-Sud).
A seconda della tipologia di Stati partecipanti, gli accordi sono definiti:

  • Parziali, se partecipano solo alcuni Stati membri del CoE;
  • Parziali allargati, se partecipano anche Stati non membri del CoE;
  • allargati, di cui fanno parte, oltre a tutti gli Stati membri del CoE, anche Stati non membri.

Sulla base delle Risoluzioni (93)28, (96)36 e (2010)2, per istituire un Accordo Parziale occorre:

  • una autorizzazione del Comitato dei Ministri che fissa il numero minimo di Stati membri necessari per la creazione di un nuovo Accordo Parziale, e verifica che siano equamente ripartiti su base geografica;
  • una risoluzione relativa all’istituzione dell’Accordo Parziale, che contiene lo statuto e viene adottata unicamente dagli Stati che desiderano parteciparvi. Dopo tre anni di “periodo di prova” l’Accordo viene definitivamente creato.

Ogni anno l’Accordo Parziale presenta al Comitato dei Ministri un rapporto sul proprio operato, sul finanziamento e sui risultati raggiunti.


L’Italia partecipa ai seguenti Accordi Parziali:


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